'Roma-Gondor:affinità
e analogie'
di Giorgio "Ancalagon il Nero"
Primerano ed Emanuele "Theoden" Scalzo
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E’ presumibile che Tolkien nel plasmare il suo ciclo letterario abbia preso
spunto dalla storia antica o dalle leggende che si sono tramandate fino ai
nostri giorni.
Testimonianza esemplare di questa tendenza, peraltro legittima se pensiamo alla mole sconfinata della sua opera, è il regime di affinità presente fra l’Impero Romano e il Regno di Gondor, e genericamente della stirpe dunedain nella Terra di Mezzo(da qui in avanti TdM). L’analisi parte a monte, ai primordi di queste due civiltà che nelle loro diverse “realtà” hanno ricoperto ruoli centrali e fondamentali. La prima analogia che tratteremo riguarda le origini e la discendenza: come sappiamo, Gondor deriva le proprie origini dall’antico regno numenoreano caduto per l’ira di Eru e inabissato per sempre, così anche i Romani faranno discendere i propri padri dall’eroe troiano Enea, sopravvissuto come gli esuli numenoreani alla distruzione della propria patria. Altro tratto che appare palesemente comune è la fondazione che per quanto riguarda Gondor avvenne per mano di due fratelli Isildur e Anárion, così come vuole fondatori di Roma la leggenda dei gemelli Romolo e Remo. Approfondendo il discorso intorno ai progenitori delle due stirpi vogliamo mettere in evidenza le caratteristiche parallele che troviamo tra Enea, figlio di Venere e Anchise e quindi di origini superiori o meglio divine; ed Elros, capostipite numenoreano, anch’ esso di origini superiori a quelle umane seppur non divine.[...]